Dante Alighieri - Divina Commedia - Inferno XVII, vv 51-54
La fine dell'Impero Romano d'Occidente e l'approcciarsi del Medioevo vedono Cesena - cittadina di origine "umbro-etrusca" (VI-V sec. a.C.), poi celtica, infine romana col tardo nome di "Curva Caesena" - essere conquistata dai Goti di Teodorico e, solo a metà del VI sec., entrare a far parte dell'Esarcato bizantino.
Dopo le campagne di Pipino il Breve (VIII sec.), Cesena rientra infine nei territori sotto il controllo pontificio, primo nucleo di quello che sarà lo Stato della Chiesa. Un ruolo di estrema importanza riveste in questi secoli la figura dell'Arcivescovo di Ravenna, feudatario dell'Imperatore, il quale possiede terreni e castelli nel cesenate, e detiene un potere assai ampio.
Dopo il Mille crescono le volontà autonomistiche della città, ma solo alla fine del XII° secolo, affrancatasi dall'Arcivescovo, Cesena può dirsi libero Comune.
Il '200, secolo caratterizzato dai continui mutamenti nel governo della città, vede Cesena oscillare tra libertà comunali e sottomissione alla Chiesa o a signori locali, tanto che Dante, nel Canto XXVII dell'Inferno, nota: "E quella cu' il Savio bagna 'l fianco,/ così com'ella sie' tra 'l piano e 'l monte,/tra tirannia si vive e stato franco."
Nel XIV° secolo grazie al potere della signoria della famiglia Malatesta, Cesena vide l'apice del suo splendore medievale e rinascimentale. Gran parte delle strutture architettoniche odierne portano ancora il nome di tale illustre famiglia. Novello Malatesta fece altresì costruire la bellissima e ricchissima Biblioteca Malatestiana che ancora viene invidiata da moltissime città e vanta un enorme numero di antichi volumi copiati a mano, che annualmente vengono studiati da storici ed esperti.
Nei pressi di Cesena scorre il fiume Rubicone, lo stesso che nel 49 a.C. vide il famoso condottiero romano Caio Giulio Cesare (poi divenuto dittatore di Roma) pronunciare la famosa frase latina "alea iacta est" (il dado è tratto) e quindi passarlo in armi sfidando così il Senato di Roma
È nota anche come Città dei Tre Papi, anche se la definizione è fuorviante, perché diede i natali a due papi (Pio VI e Pio VII) mentre ospitò il vescovado di altri due (Pio VIII e Benedetto XIII).
Filippo Roverelli
Cel. 327-5595068
Tel. 0547-382996
Fabrizio Roverelli
Cel. 368-415309
Tel. 0547-382996